Pinza della Befana, Il dolce svuota dispensa che porta fortuna. Il segreto è aggiungere un foglio di alluminio a metà cottura

Maria Costanzo
Pinza della Befana, Il dolce svuota dispensa che porta fortuna

Tutti conosciamo la calza e il carbone, ma a Venezia la Befana (chiamata affettuosamente Marantega) porta in tavola qualcosa di molto più buono. Si chiama Pinza ed è un dolce povero della tradizione contadina, nato per non sprecare nulla. Perché dovresti farla proprio oggi? Perché è la regina del “Riciclo di Lusso”. Hai fichi secchi, uvetta, noci o canditi avanzati dai cesti natalizi? Non buttarli! La Pinza li trasforma in una torta rustica, bassa e profumata, preparata con una base insolita: la farina di mais (sì, quella della polenta!). Il risultato è un dolce umido, aromatico e che “sa di casa”, perfetto da inzuppare nel latte la mattina dell’Epifania o da accompagnare con un bicchiere di vino dolce.

La Leggenda della Marantega

Mentre sul Canal Grande i canottieri vestiti da vecchiette si sfidano nella storica “Regata delle Befane”, nelle case venete si mangia la Pinza per augurarsi prosperità. Si dice che i suoi mille ingredienti (semi, frutta, uvetta) simboleggino la ricchezza per l’anno nuovo. Mangiarne una fetta è quasi un rito scaramantico.

La Ricetta: Pinza “Marantega” (Svuota-Dispensa)

Difficoltà: Media | Cottura: 1h | Costo: Basso (usi gli avanzi!)

Ingredienti (Il Mix Aromatico)

  • Le Farine: 150g farina di mais (gialla fine) + 100g farina di farro (o 00)
  • La Parte Liquida: 750ml di Latte intero + 100ml di Grappa (fondamentale!)
  • Il “Cuore”: 80g Zucchero di canna + 70g Burro
  • Il Riciclo (tutto quello che hai): 50g Uvetta, 50g Arancia candita, 10 Fichi secchi, mezza Mela a dadini.
  • Il Tocco Segreto: 1 cucchiaino di Semi di Finocchio + 1 cucchiaino di Semi di Anice (danno il profumo tipico).
  • Lievito: mezza bustina di lievito vanigliato.

Il Procedimento passo dopo passo

  1. L’Amollo Alcolico: Taglia fichi e frutta a pezzetti. Mettili in una ciotola con l’uvetta, i semi di anice/finocchio e inonda tutto con la Grappa. Lascia ubriacare la frutta per almeno 30 minuti.
  2. La “Polenta” Dolce: In una pentola porta a bollore il latte con un pizzico di sale. Versa a pioggia le due farine (mais e farro) mescolando con una frusta per evitare grumi. Cuoci per 10 minuti mescolando sempre: otterrai una polentina morbida.
  3. L’Arricchimento: Spegni il fuoco. Aggiungi subito il burro, lo zucchero e la mela a dadini. Mescola finché il burro è sciolto.
  4. L’Unione: Quando il composto è tiepido, sciogli il lievito in un dito di latte e uniscilo. Infine, versa tutto il mix di frutta secca con la sua grappa profumata. Amalgama bene.
  5. In Forno: Fodera una teglia (20x30cm) con carta forno. Versa l’impasto (che sarà denso e profumato). Spolvera la superficie con zucchero semolato (creerà la crosticina). Cuoci a 180°C per circa 60 minuti.

Il Consiglio della Nonna: Se vedi che scurisce troppo, a metà cottura coprila con un foglio di alluminio: l’interno rimarrà umido e la crosta non brucerà. Lasciala raffreddare completamente prima di tagliarla a quadri: il giorno dopo è ancora più buona!

Prova anche Il Cuore che Parla: Il trucco per nascondere un bigliettino dentro il cioccolato per la Calza della Befana fatto da te

 

Total
5
Shares
Precedente
calza della befana

5 idee geniali e low cost da mettere nella Calza della Befana: dal carbone soffice ai Coupon del Tempo

Prossimo
lasagna della befana

Lasagne della Befana di Antonino Cannavacciuolo, Il mio segreto: Cosa metto nell'acqua dove sbollento le sfoglie

Ricette interessanti