Cecamarini Ciociari: Le frittelle di Carnevale al Miele che fanno impazzire i mariti. L’antica ricetta

cecamarini

A Carnevale ogni regione ha il suo dolce fritto, ma in Ciociaria (Lazio) esiste una variante delle classiche castagnole che ha un nome tutto un programma: i Cecamarini. La traduzione letterale dal dialetto è “Accecamariti”. Perché questo nome curioso? La leggenda narra che siano talmente buoni e golosi da “accecare” i mariti, facendogli dimenticare le faccende domestiche o, più maliziosamente, i piccoli difetti o le spese delle mogli. A differenza delle classiche castagnole che a volte risultano un po’ asciutte, i Cecamarini hanno un’arma segreta: il latte nell’impasto, che li rende morbidissimi, e una generosa colata di miele caldo finale.

Ingredienti per un vassoio ricco

  • Farina 00: q.b. (circa 500g, ma va aggiunta a occhio).
  • Uova: 3 medie.
  • Latte intero: 150 ml (il segreto della morbidezza).
  • Burro: 150 g (fuso e intiepidito, o molto morbido).
  • Zucchero: 100 g.
  • Liquore: 1 bicchierino (Anice, Sambuca o Strega sono perfetti).
  • Lievito per dolci: mezza bustina.
  • Aroma: Scorza di 1 limone grattugiato.
  • Per la finitura: Miele millefiori (o zucchero semolato se preferite la versione classica).
  • Olio di semi di girasole: per friggere.

Procedimento: Come farli “Accecamariti”

1. La base aromatica

In una ciotola capiente iniziate a sbattere le uova con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata fino a ottenere un composto chiaro. Aggiungete il burro (che deve essere morbido “a pomata” o fuso ma non bollente) e continuate a mescolare.

2. I liquidi e la farina

Versate il latte e il bicchierino di liquore scelto (l’anice ci sta benissimo!). Unite mezza bustina di lievito setacciato. Ora iniziate ad aggiungere la farina poco alla volta. Non versatela tutta insieme! Impastate finché il composto non diventa lavorabile con le mani, morbido ma non appiccicoso. Deve avere la consistenza della pasta per gli gnocchi.

3. Il taglio “piccolo”

Trasferite l’impasto sulla spianatoia infarinata. Create dei filoncini (i classici “serpenti” come per gli gnocchi) e tagliate dei tocchetti piccoli. Attenzione: Fateli piccoli come nocciole! In frittura si gonfieranno molto. Se li fate troppo grandi, rischiano di restare crudi al centro.

4. Frittura e Miele (Il tocco magico)

Scaldate abbondante olio di semi in una padella alta. Tuffate i Cecamarini pochi alla volta e friggeteli finché sono ben dorati e galleggiano. Scolateli su carta assorbente per togliere l’unto in eccesso. Mentre sono ancora caldi, sciogliete del miele in un pentolino (o in una padella ampia) finché diventa liquido. Tuffate le palline fritte nel “mare di miele”, mescolate per glassarle bene e servite. Nota: Se non amate il miele, sono buonissimi anche rotolati nel classico zucchero semolato appena scolati dall’olio.

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