La pasta in bianco più cara del mondo. Costa 26 euro senza burro né olio. Il segreto? Cosa si mette nell’acqua di cottura

Maria Costanzo
pasta in bianco da 26 euro
A Milano, nel cuore del Quadrilatero della Moda, anche l’essenzialità ha un prezzo. E non è basso. Sta facendo discutere (e non poco) la Pasta in Bianco dello chef Alberto Quadrio, servita all’Hotel Portrait per la modica cifra di 26 euro. In una città dove il costo della vita è ormai un tema caldissimo, un piatto tradizionalmente “povero” e associato ai momenti di convalescenza diventa un caso mediatico nazionale.

Ma cosa si nasconde dietro quei fusilloni? Lo chef Quadrio difende la sua creazione parlando di tecnica, tempo e rispetto della materia prima. Su PiùRicette proviamo a capire se si tratti di follia collettiva o di un nuovo confine della cucina gourmet.

La Ricetta: Solo due ingredienti (ma tantissimo lavoro)

Dimenticate burro e olio. La pasta in bianco di Quadrio si basa esclusivamente su pasta e parmigiano. O meglio, sul recupero nobile delle croste.

  1. Il Brodo di Croste: Si prendono le croste di Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi e si lasciano cuocere per ore in acqua.
  2. La Decantazione: Il brodo viene filtrato e fatto decantare. Questo passaggio permette di separare tre parti: quella solida, quella liquida e quella grassa.
  3. La Cottura: La pasta viene cotta “al dente” direttamente nella parte liquida del brodo (tecnica della pasta risottata), assorbendo tutta l’essenza del formaggio.
  4. La Mantecatura: Qui avviene la magia. Lo chef usa la parte grassa decantata (una sorta di panna naturale di parmigiano) per mantecare la pasta al momento del servizio.
  5. Il Tocco Croccante: La parte solida delle croste viene lavorata per ottenere una cialda o una polvere che completa la consistenza del piatto.

💬 La voce del Web: “Effetto Clinica Privata”

Nonostante la complessità tecnica, il popolo dei social non perdona. Tra i commenti più feroci si legge: “Sembra un piatto d’ospedale, ma al prezzo di una clinica svizzera” o “Siamo noi gli stupidi a pagare 26 euro per l’acqua di cottura”. Il dibattito resta aperto: è arte culinaria o puro marketing milanese?


FAQ: La pasta della discordia

Perché costa così tanto se non ci sono ingredienti costosi?

Lo chef giustifica il prezzo con la manodopera necessaria: le ore di cottura delle croste, la separazione manuale dei grassi e l’uso di un Parmigiano 36 mesi di altissima qualità, oltre naturalmente al contesto di lusso in cui il piatto viene servito.

Si può replicare a casa?

Concettualmente sì, ma separare la parte grassa dal brodo di croste richiede tempi lunghi e una temperatura controllata. In casa è più semplice realizzare un buon brodo di croste per insaporire la pasta, ma la consistenza “cremosa senza burro” di Quadrio richiede una tecnica professionale.

È davvero la pasta più cara di Milano?

No, a Milano esistono piatti di pasta che superano i 40-50 euro (spesso a base di tartufo o astice), ma il caso della pasta in bianco colpisce perché sfida il concetto di “valore percepito” degli ingredienti. Prova anche le Penne ‘strascicate’ il piatto antico delle locande fiorentine. Il segreto è non cuocere le penne nell’acqua, ecco come si fa

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