Il riso è uno dei pilastri della dieta mediterranea e un ingrediente immancabile nelle nostre dispense. Soprattutto in Estate la regina delle tavole è l‘insalata di riso. Tuttavia, davanti allo scaffale del reparto alimentari, la scelta può essere disorientante: tra marchi famosi, linee biologiche e prodotti a marchio del distributore (i cosiddetti “low cost”), le differenze di prezzo sono notevoli. Portare in tavola un chicco che tenga la cottura e che sia privo di residui chimici è diventato fondamentale sia per insalate di riso che per risotti. Se vi state chiedendo quale sia il miglior riso del supermercato, questa guida vi svelerà la classifica definitiva basata sui test di laboratorio e sull’analisi del rapporto qualità-prezzo.
Per stilare questa graduatoria sono stati presi in esame tre parametri cruciali: la tenuta di cottura (fondamentale per i risotti), la presenza di pesticidi o metalli pesanti (come il cadmio) e l’uniformità dei chicchi (l’assenza di chicchi spezzati o macchiati all’interno della confezione).
La Classifica del miglior riso del supermercato: i promossi del 2026
Ecco lo specchietto riassuntivo delle marche che hanno ottenuto il punteggio più alto nei test di qualità, divise per categoria d’uso.
| Marchio e Linea | Varietà | Punto di Forza | Giudizio complessivo |
|---|---|---|---|
| Riso Scotti (Oro Carnaroli) | Carnaroli | Tenuta di cottura eccellente, chicchi enormi | Ottimo (Top di Gamma) |
| Esselunga Top (Carnaroli Cameri) | Carnaroli Autentico | Purezza della varietà, zero chicchi spezzati | Eccellente |
| Coop Vivi Verde (Biologico) | Arborio | Assenza totale di pesticidi, bio accessibile | Ottimo (Scelta Bio) |
| Conad Alimentum / Standard | Riso Fino Ribe / Arborio | Prezzo super competitivo, filiera tracciata | Buono (Miglior Budget) |
Analisi dei marchi: quale scegliere per il tuo risotto?
Non tutti i risi sono uguali. La legge italiana consente purtroppo di vendere sotto il nome di “Carnaroli” o “Arborio” anche varietà simili ma meno pregiate (le cosiddette griglie sostitutive), a meno che sulla confezione non sia specificata la dicitura “Classico” o “Autentico”.
Il vincitore assoluto per i risotti: Carnaroli (Scotti ed Esselunga)
Il Carnaroli si conferma il re indiscusso della cucina italiana. Nei test analizzati, le versioni premium dei grandi marchi e le linee selezionate dei supermercati (come la linea Top di Esselunga) hanno dimostrato una tenuta di cottura straordinaria. Il chicco rilascia la giusta quantità di amido per creare la cremosità del risotto senza però sfaldarsi al centro, garantendo il perfetto effetto “al dente”.
La sorpresa dei marchi del distributore (Private Label)
Una delle sorprese più grandi arriva dai prodotti a marchio Coop e Conad. Pur costando sensibilmente meno rispetto ai brand iconici della pubblicità televisiva, hanno evidenziato nei test chimici livelli di pesticidi ampiamente inferiori ai limiti di legge, spesso rasentando lo zero termometro. La stabilità del chicco in cottura si è rivelata ideale per l’uso quotidiano (minestre, riso in bianco o timballi economici).
Attenzione all’etichetta: Quando comprate il riso, girate sempre il pacco e cercate la dicitura “Paese di coltivazione del riso: Italia”. Alcuni marchi molto economici miscelano riso nostrano con partite d’importazione asiatica o sudamericana, che seguono standard di utilizzo dei fitofarmaci molto meno rigidi rispetto a quelli europei.
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