Minne di Sant’Agata, si mangiano il 5 Febbraio e sono meglio della cassata. L’antica ricetta siciliana

Adriana Costanzo
minne di sant'agata ricetta, dolci siciliani

A prima vista sembrano delle opere d’arte in miniatura: piccole cupole bianche, candide e perfette, sormontate da una ciliegina rossa. Sono bellissime, invitanti e… a forma di seno. Le Minne di Sant’Agata (i seni di Sant’Agata) non sono un dolce malizioso nato per goliardia. Sono il dolce simbolo di Catania, preparato proprio in questi giorni in vista della festa patronale del 5 febbraio. E dietro quella glassa zuccherina si nasconde una storia terribile.

Questi dolci, infatti, commemorano il martirio della giovane Agata, che nel III secolo d.C. rifiutรฒ le avances del proconsole romano Quinziano. Per punizione, fu sottoposta a torture atroci, tra cui l’amputazione delle mammelle. I catanesi, con un misto di devozione viscerale e gusto per il macabro tipico del barocco siciliano, hanno trasformato quell’orrore in dolcezza. Mangiare una “minna” รจ un atto di comunione con la Santa, un modo per celebrare la sua purezza che vince sulla violenza. Tecnicamente, sono delle “cassatine”: una base di pan di spagna, un cuore ricco di ricotta di pecora e una copertura di glassa bianca. Ecco come preparare a casa questo pezzo di storia siciliana.

Ingredienti per circa 8-10 Minne

Per la base e la farcia

  • Pan di Spagna: 1 disco giร  pronto (o fatto in casa) alto circa 1 cm
  • Ricotta di pecora: 500 g (freschissima e ben scolata dal siero)
  • Zucchero a velo: 150 g (per la ricotta)
  • Gocce di cioccolato fondente: 50 g
  • Zucca candita (facoltativa): 30 g, a cubetti piccoli

Per la copertura e decorazione

  • Zucchero a velo: 350 g
  • Succo di limone: qualche goccia
  • Albumi d’uovo: 2 (pastorizzati)
  • Ciliegie candite rosse: 8-10 (una per ogni minna)

Procedimento: L’arte della pazienza

1. La crema di ricotta

Il segreto รจ una ricotta asciutta. Setacciatela in una ciotola per renderla fine. Aggiungete lo zucchero a velo e mescolate delicatamente. Unite infine le gocce di cioccolato e, se vi piace la tradizione pura, i cubetti di zucca candita. Mettete in frigo a rassodare.

2. Creare le forme

Coppate il pan di spagna con un ring tondo (circa 6-7 cm di diametro) per ottenere le basi. Per dare la forma a cupola, l’ideale รจ usare degli stampini appositi a semisfera. Foderate gli stampini con pellicola trasparente. Mettete sul fondo un disco di pan di spagna (magari leggermente bagnato con acqua e zucchero o liquore), riempite generosamente con la crema di ricotta e chiudete con un altro dischetto piรน piccolo di pan di spagna. Mettete in freezer per un’ora: devono indurirsi per poter essere sformate senza rompersi.

3. La glassa bianca (il “Naspro”)

Preparate la ghiaccia reale: montate leggermente gli albumi con il succo di limone, poi aggiungete poco alla volta lo zucchero a velo setacciato finchรฉ non ottenete una glassa bianca, lucida e abbastanza densa da coprire, ma fluida da colare.

4. L’assemblaggio finale

Sformate le cupolette ormai sode e poggiatele su una gratella per dolci, con un piatto sotto. Colate la glassa bianca su ogni cupola, assicurandovi che la ricopra interamente e uniformemente. Fate scolare l’eccesso.

5. Il tocco finale

Prima che la glassa asciughi del tutto, posizionate delicatamente una ciliegia candita sulla sommitร  di ogni “minna”. Lasciate asciugare a temperatura ambiente per qualche ora finchรฉ la glassa non sarร  solida al tatto. Un dolce che si guarda con rispetto e si mangia con devozione.

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