Se amate la cucina campana, sapete bene che spesso le ricette più straordinarie nascono dall’arte di arrangiarsi e da storie affascinanti che profumano di teatro e di vicoli storici. Con il caldo di metà giugno e la voglia di primi piatti veloci ma ricchissimi di carattere, c’è una preparazione che dovete assolutamente riscoprire. Gli spaghetti alla saponara sono un primo piatto innovativo, gustoso e straordinariamente saporito, che affonda le proprie radici nella tradizione più autentica e nei racconti del grandissimo Eduardo De Filippo.
Fu proprio il celebre drammaturgo napoletano, infatti, a dare a questa ricetta questo nome così bizzarro e originale. Eduardo si ispirò al suo caro amico Don Salvatore Navarra, soprannominato appunto il “saponaro”, un termine che a Napoli indicava storicamente chi scambiava cianfrusaglie ma che in questo caso celebrava la sua incredibile abilità nell’arte di arrangiarsi con quello che c’era in dispensa. Egli era un vero maestro nel preparare in un battibaleno questo primo piatto bianco e senza pomodoro. Il segreto è un mix perfetto di ingredienti simbolo del Sud Italia: le olive nere di Gaeta, la polvere di capperi di Pantelleria e la croccantezza finale del tarallo napoletano mandorlato sbriciolato. Vediamo come si prepara questa meraviglia!
Gli spaghetti alla saponara: gli ingredienti per 4 persone
Per questa ricetta espressa la qualità degli elementi fa la differenza. Utilizzate uno spaghetto di Gragnano trafilato al bronzo: la sua porosità tratterrà l’olio aromatico e la polvere di capperi in modo divino.
| La Pasta e le Olive | I Profumi e la Nota Croccante |
|---|---|
| 400 g di Spaghetti di Gragnano IGP | 3-4 Taralli napoletani mandorlati (nzogna e pepe) |
| Circa 40 Olive Nere di Gaeta | Polvere di capperi di Pantelleria q.b. |
| 1-2 spicchi di Aglio fresco | Olio Extravergine d’Oliva (Olio EVO) q.b. |
| Sale fino (per l’acqua della pasta) q.b. | Un goccio d’olio extra per tostare i taralli |
Come fare la pasta alla saponara: procedimento passo dopo passo
- Il soffritto aromatico con le olive: Iniziate prendendo una padella capiente. Versate una generosa quantità di olio extravergine di oliva e aggiungete lo spicchio d’aglio intero. Accendete il fuoco a fiamma dolce e lasciate sfrigolare finché l’aglio non sarà perfettamente dorato; a quel punto, rimuovetelo dalla padella. Aggiungete immediatamente le circa quaranta olive nere di Gaeta che avrete precedentemente denocciolato con cura. Fate rosolare il tutto per un paio di minuti, muovendo la padella per far insaporire l’olio con l’essenza delle olive.
- La cottura al dente degli spaghetti: Nel frattempo, portate a ebollizione abbondante acqua all’interno di un’altra pentola capiente, salatela leggermente e calate i 400 grammi di spaghetti di Gragnano. Scolate la pasta decisamente al dente, conservando una tazza abbondante della sua preziosa acqua di cottura, ricca di amidi.
- Il salto in padella e la polvere di capperi: Trasferite gli spaghetti appena scolati direttamente nella padella con il soffritto di olio e olive nere. Unite un’abbondante spolverata di polvere di capperi di Pantelleria e iniziate a mantecare energicamente a fiamma viva. Versate un goccio di acqua di cottura della pasta tenuta da parte: questo passaggio tecnico servirà a completare la cottura degli spaghetti e a creare un’emulsione leggera, profumata e vellutata.
- La tostatura furba del tarallo: Mentre la pasta si amalgama, dedicatevi al tocco segreto del piatto. Sbriciolate grossolanamente con le mani i 3-4 taralli napoletani mandorlati. In un’altra padellina antiaderente, scaldate un goccio d’olio evo, tuffatevi i taralli già sbriciolati e lasciateli tostare a fuoco vivo per un paio di minuti, girandoli continuamente finché non sprigioneranno il profumo del pepe e delle mandorle e risulteranno super croccanti.
- L’impiattamento teatrale: Siete pronti per servire! Distribuite gli spaghetti caldi e cremosi nei piatti individuali. Poco prima di portarli in tavola, guarnite la superficie di ogni porzione con una generosa manciata di taralli tostati e sbriciolati. Gustate immediatamente per godere del contrasto pazzesco tra la morbidezza della pasta e il *crunch* del tarallo. Buon appetito!
I Segreti dello Chef: Sostituzioni Furbi e Come Fare la Polvere di Capperi (FAQ)
Come posso sostituire i taralli napoletani se non li trovo e come si prepara la polvere di capperi?Se non avete a disposizione i classici taralli napoletani sugna, pepe e mandorle, non rinunciate alla ricetta! Potete tranquillamente sostituirli utilizzando del comune pane grattugiato (o meglio ancora del pane casereccio raffermo sminuzzato al mixer), facendolo tostare in padella con olio e un generoso pizzico di pepe nero macinato fresco per simularne il sapore. Per quanto riguarda la polvere di capperi di Pantelleria, se non la trovate già pronta, farla in casa è furbissimo: vi basterà dissalare benissimo sotto l’acqua i capperi sotto sale, asciugarli perfettamente con carta da cucina e disidratarli nel microonde a massima potenza per circa 2-3 minuti (oppure in forno ventilato a 100°C per un’ora) finché non diventano secchi e friabili. A quel punto, vi basterà frullarli in un mixer per ottenere una polvere aromatica pazzesca che si conserva in un vasetto per mesi!
Questo piatto si può conservare o mangiare freddo il giorno dopo?Gli spaghetti alla saponara nascono come un piatto espresso “da scapoli” o dell’ultimo minuto, studiato per essere consumato immediatamente, caldo e fumante. Vi sconsigliamo vivamente di conservarlo in frigorifero o di consumarlo il giorno successivo: la pasta tenderebbe ad assorbire tutto l’olio diventando pesante, ma soprattutto il tarallo sbriciolato perderebbe completamente la sua eccezionale croccantezza a causa dell’umidità della pasta. Data la velocità di preparazione (ci vogliono letteralmente i minuti di cottura degli spaghetti), il consiglio è di cucinarlo sempre al momento in quantità esatta. Prova anche la Pasta fredda caprese, il primo veloce e buono da preparare in anticipo con un segreto: cosa si aggiunge all’olio