Primi

“Amatriciana alla come mi pare”, l’ingrediente segreto di Giorgione per un primo buonissimo

Amatriciana

Un primo piatto di sostanza, saporito, unto, ricco di sugo da scarpettare con il pane fresco, insomma sozzo al punto giusto. Stiamo parlando di Amatriciana. Non la classica,  ma quella con la variante, quella alternativa che può rendere il gusto classico ancora più succulento e gastronomicamente eccitante. La versione che proponiamo è quella di Giorgione, il noto chef laziale, presentata nella sua rubrica “l’Alfabeto di Giorgione”.

Ingredienti

  • 1 kilo di pasta, anche rigatoni ( se siete seguaci di Giorgione potrete immaginare che il celeberrimo chef è di buona forchetta)
  • 200 grammi di guanciale dolce
  • 200 grammi di guanciale affumicato ( la grammatura non è data da Giorgione, ma dal nostro blog dopo aver sperimentato il piatto)
  • 1 kilo di pelati
  • mezza cipolla
  • un po’ di sale
  • un peperoncino dolce
  • dell’olio evo

Preparazione

Prendere i guanciali, togliere la cotenna. Se avete un pezzo grosso, non ancora scotennato ricordare di tagliare la parte molto speziata, il sapore potrebbe alterare il gusto finale del piatto. Tagliatela a strisce, non striscioline, grossolane è sempre meglio anche per la consistenza. Prendere una padella e ungetela con dell’olio ( ungetela per modo di dire, l’olio, secondo Giorgione lo dovete mettere come se piovesse, non troppo, ma non poco). Ci rompiamo un peperoncino dolce. E tutto a crudo aggiungiamo sia il guanciale ( sia un po’ affumicato sia dolce) e, udite udite, secondo la ricetta di Giorgione anche la cipolla ( non dovrebbe andarci secondo la ricetta tradizionale, ma ci sta bene ed è saporita) e facciamo andare. Mettete su la pentola con l’acqua.

Dopo 5 minuti di cottura

Dopo 5 minuti di cottura, quando vedete che il tutto si è appassito aggiungete del vino rosso per far sì che il tutto non caramelli troppo. Se ci sarà un po’ di flambè sarà normale. A questo punto aggiungete i pomodori pelati e schiacciate.

Dopo il pomodoro

Dopo altri cinque minuti, quando tutto si sarà addensato, buttateci dentro la pasta (che intanto avete immerso nell’acqua calda e tolto a metà cottura). Spadellate, fate amalgamare e quando tutto sarà pronto spegnete la fiamma.

Servire

Quando la pasta sarà ancora in padella aggiungete il Pecorino. Inutile dire poco o troppo, dipende dal gusto. Ovvio che più ne mettete più sarà sozzo, unto, buono. Ed è ovvio che anche quando puccerete il pane nel sugo sarà più buono. Detto questo, buon appetito.

 

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Due guanciali. Togliere la prima fetta che può essere troppo pepata.

Per un kilo di pasta. Uno affumicato uno no. Prendere tre pezzi

Farla a listarelle. Non c’è un diktat per l’amatriciana. Il suo metodo è il prodotto controverso, ovvero la cipolla. Non si potrebbe aggiungere, secondo la ricetta tradizionale.

abbondante olio.

1 kg di pasta

un peperoncino dolce

Un po’ di sale grosso

farlo andare per 5 minuti

per non rendere l’impasto troppo caramellato aggiungere un po’ di vino.

dopo 5 minuti versare 1 kilo grammi di pelati e dopo altri 5 minuti

amalgamare il tutto con del pecorino. la quantità è a piacere

rigatoni