Puzza di fritto e unto ovunque? Sbagli Olio. La classifica del Migliore per Chiacchiere e Patatine

Anna Marchese
olio per friggere

Siamo nel pieno del Carnevale e nelle cucine di tutta Italia sfrigolano padelle piene di Chiacchiere, Castagnole e Frappe. Ma spesso la festa finisce con due problemi: una casa che puzza di fritto per giorni e dolci che restano pesanti, unti e difficili da digerire. La colpa? Quasi mai della ricetta, quasi sempre dell’Olio sbagliato. Al supermercato siamo tentati di prendere la bottiglia più economica (spesso “vari semi” o girasole generico), ma questa scelta può rovinare il risultato finale. Per ottenere un fritto croccante e asciutto, bisogna guardare un solo parametro scientifico: il Punto di Fumo. Ecco la guida definitiva per scegliere il miglior olio per friggere e non sbagliare più un colpo (né a Carnevale né con le patatine).

1. Miglior olio per friggere, Il Vincitore Assoluto: Olio di Semi di Arachide

Se volete andare sul sicuro, questa è la scelta dei professionisti.
L’Olio di Arachide ha un punto di fumo molto alto (circa 230°C), il che significa che resiste benissimo alle alte temperature della frittura (che solitamente avviene a 170-180°C) senza bruciare e senza rilasciare sostanze tossiche (acroleina).

  • Perché sceglierlo: È stabile, ha un sapore neutro che non copre quello del dolce (o delle patatine) e garantisce quella doratura perfetta senza assorbire troppo unto. È il re delle Chiacchiere.

2. Il Mito da sfatare: L’Olio Extravergine d’Oliva (EVO)

Molti pensano che l’EVO non sia adatto a friggere. Falso. L’olio extravergine è eccellente perché ricco di antiossidanti e ha un punto di fumo alto (circa 210°C se di buona qualità).

  • Il problema: Ha un sapore molto deciso. Friggere un dolce delicato nell’olio d’oliva potrebbe coprirne il gusto. Inoltre, è molto costoso.
  • Quando usarlo: Perfetto per le fritture salate “rustiche” (come le verdure pastellate, i carciofi o le polpette) dove il sapore dell’oliva aggiunge valore. Meno adatto per i dolci di Carnevale.

3. L’Errore Comune: Olio di Girasole o Mais (Attenzione!)

Qui cadono in molti. L’olio di girasole “normale” e quello di mais hanno punti di fumo bassi (spesso sotto i 160-170°C). Questo significa che iniziano a degradarsi (fare fumo e puzza) prima ancora che il cibo sia cotto, rendendo il fritto pesante e potenzialmente nocivo.

  • L’Eccezione: Se proprio volete usarlo, cercate in etichetta la dicitura “Alto Oleico”. L’olio di girasole alto oleico è stato trattato per resistere al calore (simile all’arachide) ed è un’ottima alternativa economica. Se non c’è scritto “Alto Oleico”, lasciatelo per le insalate!

4. Il trucco della temperatura (Termometro alla mano)

Oltre all’olio, il segreto per non avere cibo unto è la temperatura. L’olio deve essere sempre tra i 170°C e i 180°C. Se è troppo freddo (sotto i 160°), il cibo non sigilla subito la crosta e si “imbeve” di olio come una spugna (risultato: fritto molle e unto). Se è troppo caldo (sopra i 190°), brucia fuori e resta crudo dentro. Quindi, per questo weekend di festa: correte a comprare una bottiglia di Olio di Arachide, scaldate bene la padella e preparatevi a gustare le Chiacchiere più croccanti della vostra vita. Pasta e Glifosato: c’è da fidarsi? La classifica di Altroconsumo svela le marche migliori e le brutte sorprese

 

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