L’estate è anche genuinità, libertà, voglia di freschezza: a volte si pensa a poche cose, sfiziose, magari non cotte. Quando il caldo di luglio si fa sentire, la cucina si sposta verso piatti freddi che possiamo preparare in poco tempo senza sporcare i fornelli: friselle, insalate di pasta o riso, una bella caprese. Cose leggere insomma, che non ci portano via tanto tempo e lasciano spazio al relax. Ma cosa ci beviamo su? Quale bevanda può effettivamente soddisfare il nostro piacere?
Quale bevanda fredda e frizzante può essere accompagnata ai nostri piatti freschi e buonissimi? Un’idea arriva proprio dalla vicina Campania, la risposta alla Sangria spagnola, un ottimo vino con la percoca. Questo rituale intramontabile unisce la sapidità del nettare degli dei alla polpa profumata della pesca più iconica del Meridione. Per prepararlo bastano due ingredienti, buoni e il gioco è fatto. Ci vuole veramente poco tempo. Andiamo quindi a vedere come fare il nostro vino con la percoca perfetto e senza sbavature.
Vino con la percoca: la lista degli ingredienti
Le proporzioni tradizionali prevedono un perfetto equilibrio tra la componente liquida e la frutta, che deve letteralmente riempire la brocca.
| Il Nettare | L’Oro Giallo |
|---|---|
| 1 litro di vino (bianco o rosso, rigorosamente frizzante) | 1 kg di percoche sode e profumate |
Come preparare il vino con le percoche: il procedimento
Nessuna tecnica complessa, ma il rispetto assoluto dei tempi di riposo al freddo per estrarre tutti gli oli essenziali della frutta.
- La selezione della frutta (L’errore da evitare): Ricordate che le dosi sono ovviamente soggettive. Tuttavia, per non sbagliare la cosa che dovete sapere è che le percoche non vanno prese molto mature, quasi marroni. Devono essere dolci si, ma dure e croccanti. Se usaste frutti troppo molli, si spappolerebbero nel liquido creando una spiacevole torbidità.
- Il taglio e l’immersione: Dopo aver selezionato i frutti, le dovete lavare bene e poi mondare. Tagliate la polpa a pezzi irregolari (tradizione vuole che si taglino a tocchi direttamente dentro la caraffa usando un coltellino) e fatele quindi a pezzi e immergetele nel vino. Un piccolo grande segreto: immergete anche la stessa buccia ben lavata, poiché contiene la maggior parte dei profumi e dei sentori agrumati che caratterizzano questo elisir.
- La lunghissima macerazione al freddo: Riponete la caraffa nel frigorifero. Regola d’oro: l’importante è che il vino venga sempre sigillato nel frigorifero e non prenda aria, preferibilmente coprendo l’apertura con della pellicola trasparente o un tappo ermetico per evitare l’ossidazione della frutta. Fate macerare il vino con i pezzi per tutta la notte almeno o 12 ore oppure addirittura 24 ore.
- Il servizio ghiacciato: Al termine del tempo necessario togliete le bucce e versate gustandolo ghiacciato, avendo cura di versare nei bicchieri sia il vino aromatizzato che qualche pezzetto di pesca, da mangiare alla fine con uno stuzzicadenti.
Quale vino scegliere? I consigli dello chef
La scelta del vino è davvero soggettiva: potete usare un bianco e un rosso a vostro piacimento. L’importante è che sia frizzante per ripulire la bocca e donare la massima freschezza estiva.
- La tradizione napoletana (Il Rosso): Consigliamo vivamente un ottimo Gragnano frizzante DOC, un vino rosso brioso, fresco e dal profumo di viola che crea un connubio storico pazzesco con la percoca.
- L’alternativa locale (Il Bianco campano): Se preferite i bianchi, è perfetto un vino bianco “La Mossa” casa di Baal, frizzante naturale campano, minerale e dinamico.
- La deviazione aromatica del Nord: Per un tocco incredibilmente intenso e profumato, un buon sapore, anche se la ricetta è tipicamente campana, lo dà anche un buon Gewurztraminer ben fermo o leggermente mosso, le cui note di litchi e spezie si fondono divinamente con la pesca. Ricordate: l’ideale è che sia sempre un vino ghiacciato.
I Dubbi Più Comuni sul Vino con la Percoca (FAQ)
Che cos’è esattamente la percoca e posso usare una pesca comune?La percoca non è una semplice pesca, ma un particolare ecotipo di pesca a polpa gialla, compatta e non spicca (ovvero con la polpa saldamente attaccata al nocciolo). È famosa per la sua incredibile consistenza che resiste alla marinatura senza sfaldarsi. Se non trovate le percoche originali campane, potete ripiegare su una pesca giallona molto dura, ma evitate assolutamente le pesche nettarine (o pesche noci) troppo acquose.
Perché è obbligatorio coprire la caraffa durante il riposo in frigo?Il riposo di 12 o 24 ore serve a estrarre gli zuccheri e gli aromi della frutta. Se lasciaste la caraffa aperta, l’alcol del litio di vino evaporerebbe parzialmente, il vino perderebbe la sua effervescenza naturale (essendo richiesto un vino frizzante) e, peggio ancora, l’ossigeno farebbe annerire i pezzi di pesca in superficie, modificandone il sapore. Prova a fare anche la Sangria fatta in casa, la ricetta autentica spagnola. Il segreto dello zucchero a velo la rende unica e buonissima