Frascatura siciliana, l’antica ricetta dimenticata della polenta del Sud Italia. Il piatto salva cena pronto in 10 minuti

Frascatura siciliana

Dimenticate la classica polenta del Nord. Anche il profondo Sud ha la sua versione, ed è un capolavoro di cucina di recupero. Stiamo parlando della Frascatura Siciliana (o frascàtula), un piatto che affonda le sue radici nell’antica Roma. I romani la chiamavano “puls”, una densa minestra di cereali e verdure che nutriva legioni e contadini. Arrivata in Sicilia, questa pietanza si è evoluta diventando il simbolo della cucina umile. Il nome deriva dal francese “flasque” (molle), che descrive perfettamente la consistenza avvolgente di questa polentina cremosa. La magia di questa ricetta? È zero sprechi. Non servono pesi precisi: la Frascatura nasce per utilizzare l’acqua di cottura delle verdure invernali (o il minestrone avanzato), trasformando ingredienti semplici in un comfort food nutriente e saporito. Ricordati che oggi è il giorno della Candelora, quindi guai a non mangiarle oggi: “Portano soldi e fortuna”. La tradizione che sta spopolando e la ricetta veloce

Frascatura Siciliana: La Ricetta

Ingredienti

Poiché è una ricetta “a sentimento” e di recupero, le dosi delle verdure dipendono da ciò che avete in frigo o nell’orto.

  • Verdure miste: Broccoli freschi, bietole, coste (quantità a piacere).
  • Aromi: Finocchietto selvatico (fondamentale per il tocco siciliano).
  • Base: 300 g di semola di grano duro o semolino.
  • Condimento: Olio EVO, sale.
  • Per servire: Peperoncino rosso (o pepe nero), pane raffermo tostato.

Preparazione passo passo

  1. Preparazione delle verdure: Lavate accuratamente il broccolo. Non buttate nulla: usate anche il gambo (il torsolo), eliminando solo la parte esterna più dura, e dividete le cime. Tagliate a pezzetti anche le bietole e il finocchietto.
  2. La Cottura (e il segreto): In una pentola capiente portate a bollore circa 2-2,5 litri d’acqua salata. Tuffateci tutte le verdure e cuocete per 15-20 minuti finché non saranno tenere.
    Consiglio della nonna: Lasciate la pentola scoperta. Questo piccolo trucco evita che l’odore intenso del cavolo saturi la casa.
  3. La “Polenta”: Ora arriva il bello. Non scolate l’acqua! Abbassate la fiamma al minimo e iniziate a versare la semola a pioggia direttamente nella pentola con l’acqua e le verdure.
  4. Mescolare: Armatevi di cucchiaio di legno o frusta e mescolate continuamente per evitare grumi. Cuocete per circa 10-15 minuti, fino a ottenere una crema densa, “molle” e profumata.

Come servirla (e come riciclarla)

Servite la Frascatura bollente in ciotole di terracotta, accompagnata da fette di pane raffermo tostate (che si ammorbidiranno nel piatto). Completate con un giro generoso di olio extravergine a crudo e una spolverata di peperoncino o pepe nero.

E se avanza? Come ogni polenta che si rispetti, il giorno dopo è ancora più buona. Lasciatela raffreddare in una teglia finché non solidifica. Tagliatela a cubetti o fette e friggetela in olio caldo: diventerà una prelibatezza croccante fuori e morbida dentro. Prova a fare anche la Pizza e farinell, una ricetta dimenticata che si cucina solo a Napoli per carnevale, l’antenata della polenta ma più ricca e golosa

Se ti piace invece la polenta prova anche la Torta di Polenta ai Funghi Con Ragù Bianco, il salvacena perfetto invernale. Bella e buona anche come antipasto di Natale

 

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