Spaghetti alla Carlofortina, Si fanno in 5 minuti col tonno in scatola. Il primo sardo dell’Isola di San Pietro cremoso e buono

spaghetti alla carlofortina

Se siete alla ricerca di un primo piatto di mare che esca dai soliti schemi e che porti in tavola una storia straordinaria, la pasta alla Carlofortina è la scelta perfetta. Questa prelibatezza è il piatto simbolo di Carloforte, uno splendido borgo della Sardegna sud-occidentale situato sull’isola di San Pietro. Ricco di sapore, profumato e avvolgente, è l’ideale per un pranzo domenicale in famiglia o per una cena estiva tra amici in cui si vuole colpire dritto al cuore (e al palato) degli ospiti.

La particolarità assoluta di questa ricetta risiede nelle sue profonde influenze liguri: nel 1738, infatti, gli abitanti di Pegli (un quartiere di Genova) si stabilirono in questa zona della Sardegna dopo essere emigrati dalla città tunisina di Tabarka. Questo incredibile incrocio culturale si riflette perfettamente nel piatto, dove il leggendario pesto di basilico ligure incontra il tonno fresco e i pomodorini, creando una sinfonia di gusti freschi e irresistibili. Scopriamo come preparare le tradizionali trofie sarde del borgo di Carloforte.

Trofie alla carlofortina: l’errore da non fare con la cottura del tonno

Nelle trofie alla carlofortina il protagonista indiscusso è il tonno. Trattandosi di tonno fresco tagliato a dadini regolari, l’errore più comune che si rischia di commettere è quello di stracuocerlo, rendendolo asciutto e stopposo. Il segreto dei cuochi del borgo è una cottura flash: il tonno deve scottare in padella con l’aglio per non più di 2 minuti, giusto il tempo di sigillarsi all’esterno, per poi essere sfumato con il vino bianco e immediatamente tolto dalla padella. Verrà reinserito solo alla fine a fuoco spento, lasciando che si scaldi dolcemente con il calore dei pomodorini e della pasta, mantenendo così una morbidezza interna impareggiabile.

Ingredienti per la Pasta alla Carlofortina (Dosi per 4 Persone)

Il Formato di Pasta e il Pesce Fresco I Condimenti Ortofrutticoli e Aromatici
380 g di Trofie secche (o spaghetti di semola) 200 g di Pesto di basilico alla genovese
320 g di Tonno rosso fresco 1 spicchio d’Aglio intero
Mezzo bicchiere di Vino bianco secco Olio extravergine d’oliva (EVO) q.b.
260 g di Pomodorini freschi (tipo ciliegino o piccadilly) Sale fino e Basilico fresco in foglie q.b.
Opzionale: Parmigiano Reggiano grattugiato q.b.

Procedimento: come fare la pasta alla carlofortina originale

Seguite attentamente l’ordine di inserimento degli ingredienti in padella per ottenere un sugo cremoso e un’amalgama perfetta senza scaldare il pesto a fiamma diretta.

1. La scottatura del tonno a cubetti e la base di pomodorini

  1. Preparare il pesce: Prendi il trancio di tonno fresco, elimina eventuali spine o pelle e taglialo a dadini regolari di circa 1,5 cm per lato.
  2. La cottura rapida: In una padella antiaderente capiente, scalda un giro generoso di olio extravergine d’oliva insieme allo spicchio d’aglio privato della camicia. Non appena l’aglio si sarà dorato leggermente, tuffa i dadini di tonno e falli rosolare a fuoco vivo per circa 2 minuti, girandoli spesso.
  3. Sfumare e mettere da parte: Versa il mezzo bicchiere di vino bianco e lascia evaporare la parte alcolica a fiamma alta. Preleva immediatamente il tonno con una schiumarola, trasferiscilo su un piatto e tienilo da parte coperto.
  4. Cuocere i pomodorini: Nella stessa padella (sfruttando il fondo di cottura del pesce e del vino), aggiungi i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a metà. Regola di sale, copri con un coperchio e lascia cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti, finché non risulteranno ben appassiti e avranno rilasciato il loro sughetto. Spegni la fiamma e rimetti il tonno nel condimento.

2. Cottura della pasta e mantecatura profumata

  1. Lessare le trofie: Nel frattempo, porta a ebollizione una pentola capiente con abbondante acqua salata. Tuffa le trofie secche (o gli spaghetti) e cuocile tenendole leggermente al dente.
  2. Unire gli ingredienti a fuoco spento: Scola la pasta direttamente nella padella con il tonno e i pomodorini. Versa i 200 g di pesto di basilico a crudo (il calore della pasta sarà sufficiente a sprigionare il profumo del pesto senza ossidarlo o alterarne il colore verde brillante).
  3. Mantecare e servire: Mescola con cura e delicatezza utilizzando un mestolo di legno per legare e amalgamare tutti i sapori. Trasferisci la pasta alla carlofortina su un piatto da portata, guarnisci con un ciuffo di basilico fresco e, se gradisci un tocco di sapidità extra della tradizione locale, rifinisci con una bella spolverata di parmigiano prima di servire ben caldo!

Domande Frequenti sulla Pasta alla Carlofortina (FAQ)

Si può usare il tonno sott’olio in scatola al posto del tonno fresco?Sebbene la ricetta carlofortina con pomodorini e pesto originale pretenda l’uso del tonno rosso fresco a cubetti per garantire la consistenza tipica del piatto, in caso di emergenza o se non trovate del pesce fresco di qualità potete utilizzare del tonno sott’olio (preferibilmente in filetti o in vetro). In questo caso, saltate la fase di scottatura iniziale: aggiungete il tonno sott’olio ben sgocciolato direttamente negli ultimi 2 minuti di cottura dei pomodorini.

Perché si usa il pesto di basilico caldo ma a fuoco spento nella pasta?Il pesto di basilico contiene pinoli, parmigiano e soprattutto foglie di basilico ricche di oli essenziali molto delicati. Se il pesto viene fatto cuocere sul fuoco, il basilico si ossida diventando scuro e amaro, e la parte grassa del formaggio tende a separarsi. Unendolo a fuoco spento, il calore residuo della pasta e del sugo farà sciogliere il pesto in una crema vellutata, mantenendo intatto il suo colore verde smeraldo e il suo aroma fresco.

Quali varianti di pasta si adattano meglio a questo sugo di mare?Le trofie sono il formato ligure d’elezione che si sposa divinamente con la consistenza del pesto, ma la tradizione di Carloforte accetta magnificamente anche gli spaghetti di semola ruvidi, in grado di trattenere il sughetto di pomodorini e tonno. In alternativa, ottime varianti sono i malloreddus (gli gnocchetti sardi) per un richiamo territoriale totale, oppure le busiate e i fusilli bucati, capaci di catturare i dadini di pesce all’interno delle loro spire. Prova anche la Pasta al ragù vedovo, l’antichissima ricetta che sostituiva la carne con un ingrediente speciale. Saporito e gustoso

 

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