Piselli a Cecamariti, dall’antica tradizione salentina. Quando le donne avevano poco tempo, accecavano i mariti con questa bontà

Maria Costanzo
piselli cecamariti

Nel Salento c’è un piatto che ha un nome che è tutto un programma: “Piselli a Cecamariti”. Dietro questo titolo curioso si nasconde l’arte delle donne pugliesi di un tempo, capaci di trasformare il nulla in un banchetto. La leggenda narra che questo fosse il piatto dei contadini, consumato addirittura a colazione per affrontare la giornata nei campi. Ma perché “cecamariti”? Perché è una ricetta furba. Le mogli, avendo poco tempo (o poche risorse) da dedicare alla cucina, preparavano questa zuppa semplicissima. Ma il risultato era talmente cremoso e saporito che i mariti ne rimanevano “accecati”, convinti di mangiare una pietanza ricca e laboriosa, non accorgendosi della semplicità degli ingredienti. Oggi riscopriamo questo capolavoro della cucina povera: una crema di piselli secchi che accoglie l’amaro delle cime di rapa e la croccantezza del pane fritto. Un comfort food vegetariano che costa pochissimo ma vale tantissimo.

La Ricetta Originale Salentina

Il segreto sta nella pazienza: i piselli secchi devono cuocere fino a disfarsi, diventando quasi una purea.

Ingredienti

  • La base cremosa: 300 g di piselli secchi (da mettere in ammollo la sera prima)
  • Il verde: 400 g di Cime di Rapa freschissime
  • Il soffritto: Sedano, Cipolla dorata, un mazzetto di Prezzemolo
  • Il tocco croccante (i “muersi”): Pane raffermo di grano duro (tipo Altamura), tagliato a tocchetti
  • Condimenti: Olio EVO pugliese, sale, peperoncino fresco (o secco)

Preparazione passo dopo passo

  1. L’attesa (Fondamentale): La preparazione inizia la sera prima (o la mattina presto per la sera). Mettete i piselli secchi in ammollo in abbondante acqua fredda per almeno 12 ore. Questo li renderà teneri e digeribili.
  2. La Crema di Piselli: Scolate i piselli. In una pentola di coccio o dal fondo spesso, fate rosolare un trito fine di cipolla, sedano e prezzemolo con un giro generoso d’olio. Unite i piselli, copriteli con acqua fresca (o brodo vegetale) e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 2 ore. Devono diventare una crema densa, quasi disfacendosi. Aggiustate di sale solo alla fine.
  3. Le Cime di Rapa: Mentre i piselli borbottano, pulite le cime di rapa tenendo solo le cimette e le foglie più tenere. Sbollentatele per pochi minuti in acqua salata, scolatele e immergetele subito in acqua e ghiaccio (così resteranno di un verde brillante).
  4. Il “Ripasso”: In una padella, scaldate dell’olio con il peperoncino e fate saltare le cime di rapa per insaporirle bene. Tenetele da parte.
  5. Il Pane Fritto (La chicca): Nella stessa padella (o in una a parte con olio di semi se preferite una frittura più leggera, ma l’olio EVO è la morte sua), friggete i cubetti di pane raffermo finché non sono dorati e croccanti come crostini.
  6. L’Impiattamento del “Cecamariti”: Prendete una fondina. Versate un mestolo abbondante di crema di piselli bollente. Adagiatevi sopra un nido di cime di rapa ripassate e completate con una pioggia di pane fritto croccante. Un ultimo giro d’olio a crudo e il “trucco” è servito.

Provatelo: vostro marito (o vostra moglie) non crederà ai suoi occhi! Prova anche i Finocchi al burro e parmigiano, il contorno vegetariano morbido e delicato

 

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