Spaghetti alla poveriello di Raffaele Giordano, il portiere di Un Posto al sole svela il segreto della ricetta più antica d’Italia

Pietro Di Marco
spaghetti alla poverello
Se c’è un piatto che mette d’accordo tutti, dai nobili di Palazzo Palladini ai lavoratori di tutta Italia, sono gli Spaghetti alla Poveriello. Questa ricetta, portata alla ribalta televisiva dal mitico portiere Raffaele Giordano (Patrizio Rispo), è l’emblema della cucina di recupero: pochi ingredienti, tanta resa e un sapore che scalda il cuore.Nati come alternativa economica quando la dispensa era vuota, questi spaghetti giocano tutto sul contrasto tra la sapidità del formaggio e la morbidezza del tuorlo d’uovo cotto rigorosamente “all’occhio di bue”. Che usiate l’olio d’oliva o la tradizionale sugna, il segreto resta lo stesso: la cremosità data dall’amido della pasta che incontra l’uovo fritto.

Spaghetti alla Poveriello (La Ricetta di Raffaele Giordano)

Un classico della cucina povera napoletana. Spaghetti mantecati con uova al tegamino, formaggio e pepe. Semplice, veloce e delizioso.
Preparazione 5 minuti
Cottura 15 minuti
Tempo totale 20 minuti
Porzioni: 6 persone
Portata: Portata principale
Cucina: Italiana

Ingredienti
  

  • 600 g spaghetti o bucatini
  • 6 uova fresche
  • 1 mestolo olio extravergine d'oliva o 8 cucchiai di sugna
  • parmigiano reggiano grattugiato q.b.
  • pecorino romano grattugiato q.b.
  • sale q.b.
  • pepe nero macinato fresco q.b.
  • basilico fresco per guarnire

Method
 

  1. Portate a bollore una pentola con acqua (riempita poco sopra la metà per concentrare l'amido). Salatela e calate gli spaghetti.
  2. Mentre la pasta cuoce, scaldate in una padella ampia il mestolo d'olio (o la sugna).
  3. Rompete le uova una alla volta e cuocetele "ad occhio di bue" nella padella. Il bianco deve essere cotto ma il tuorlo deve restare liquido.
  4. Scolate la pasta al dente e trasferitela in una terrina capiente.
  5. Versate le uova con tutto il loro olio (o sugna) bollente sopra gli spaghetti.
  6. Mescolate con energia: potete decidere se frantumare tutte le uova o lasciarne un paio intere per guarnire. Il calore della pasta e del grasso creerà una crema con il tuorlo.
  7. Aggiungete abbondante formaggio grattugiato (parmigiano e/o pecorino) e una generosa spolverata di pepe nero.
  8. Girate ancora per amalgamare il tutto. Se necessario, aggiungete un goccio di acqua di cottura per "incremosire" ulteriormente.
  9. Impiattate subito e decorate con una foglia di basilico fresco.

Il Segreto del Portiere: l’effetto “Incremosito”

Per preparare un “Poveriello” da applausi, non basta buttare le uova sulla pasta. Bisogna seguire la poesia del gesto, proprio come farebbe Raffaele:

  • L’acqua di cottura: Non usatene troppa. Meno acqua significa più amido concentrato, fondamentale per legare il condimento.
  • La consistenza dell’uovo: Il segreto è rompere il tuorlo solo al momento dell’incontro con lo spaghetto. Il grasso di cottura (olio o sugna) deve irrorare la pasta insieme al giallo d’uovo, creando una salsa naturale.
  • Il Formaggio: Non siate timidi. Un mix di parmigiano e pecorino romano darà quella spinta sapida che bilancia la dolcezza dell’uovo.

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Curiosità: Olio o Sugna?

La ricetta antica prevede l’uso della sugna (strutto), che conferisce al piatto una struttura più “sostanziosa” e un aroma unico. Se volete una versione più moderna e leggera, l’olio extravergine d’oliva va benissimo, ma assicuratevi che sia di ottima qualità perché sarà il veicolo principale di tutto il sapore del vostro Poveriello!

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