Le Sfrappole di Nonna Gisella conquistano il web. 800 mila visualizzazioni per le chiacchiere pronte in 10 minuti

Maria Costanzo
frappole

Nell’epoca di TikTok, dei balletti e delle influencer patinate, c’è una “sfoglina” di 72 anni che, armata solo di mattarello e sorriso, ha sbaragliato la concorrenza. Si chiama Nonna Gisella Rossi, viene da Polinago (nel Frignano) e il suo video mentre prepara le Sfrappole è diventato un fenomeno virale. Niente filtri, niente luci da studio: solo la concretezza emiliana. Il risultato? Quasi 800.000 visualizzazioni, 14.000 like e commenti da tutto il mondo. Gisella non cerca sponsor, cerca solo di tramandare l’arte. E il segreto delle sue Sfrappole (le chiacchiere emiliane) non è solo nella manualità, ma in un ingrediente che molti oggi temono ma che è l’anima della festa: lo strutto per friggere.

Le “Sfrappole” virali di Nonna Gisella: La Ricetta

La ricetta è quella di una vita intera, nata per i corsi nei centri sociali e diventata famosa grazie al video girato dalla figlia Alice. Semplicità assoluta e “olio di gomito” per tirare la sfoglia.

Ingredienti

  • Farina: 500 g (circa, la nonna va a occhio, ma questa è la dose standard)
  • Uova: 3 o 4 (in base alla grandezza)
  • Zucchero: 2 cucchiai abbondanti
  • Parte Alcolica: Vino bianco secco (Pignoletto, tipico dei colli bolognesi) oppure succo d’arancia per chi non vuole alcol.
  • Grassi: Una noce di burro morbido
  • Lievito: 1 cucchiaino di lievito per dolci (per farle bollose)
  • Sale: Un pizzico
  • Per friggere: Abbondante Strutto (è questo che le rende asciutte e friabili, molto meglio dell’olio!)
  • Finitura: Zucchero a velo

Come le fa Nonna Gisella

  1. La Fontana: Si parte alla vecchia maniera. Farina a fontana sul tagliere di legno, uova al centro, zucchero, pizzico di sale, burro e il Pignoletto (o succo d’arancia).
  2. Olio di gomito: Si impasta energicamente fino a ottenere un panetto liscio e sodo. Bisogna lavorarlo bene per attivare il glutine.
  3. Il Mattarello (o la macchinetta): Qui sta l’arte della sfoglina. La pasta va tirata sottile, deve essere un velo. Gisella usa il mattarello con una maestria che incanta, ma voi potete usare la macchinetta (nonna-approved).
  4. Il Taglio: Con la rotella dentellata si ricavano delle strisce (nastri). Non devono essere perfette, devono essere buone.
  5. La Frittura nello Strutto: In una padella capiente sciogliete lo strutto e portatelo a temperatura. Tuffate le sfrappole: si gonfieranno immediatamente riempiendosi di bolle. Scolatele appena sono dorate.

Una volta fredde, copritele di zucchero a velo. Se vi chiedono perché sono così buone, rispondete come Gisella: “È la tradizione, bellezza”. Prova anche Le Chiacchiere di Gino Fabbri che hanno “stregato” Iginio Massari. “Cosa ci metti dentro?”. La ricetta della zia del 1560

 

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