Nell’epoca di TikTok, dei balletti e delle influencer patinate, c’è una “sfoglina” di 72 anni che, armata solo di mattarello e sorriso, ha sbaragliato la concorrenza. Si chiama Nonna Gisella Rossi, viene da Polinago (nel Frignano) e il suo video mentre prepara le Sfrappole è diventato un fenomeno virale. Niente filtri, niente luci da studio: solo la concretezza emiliana. Il risultato? Quasi 800.000 visualizzazioni, 14.000 like e commenti da tutto il mondo. Gisella non cerca sponsor, cerca solo di tramandare l’arte. E il segreto delle sue Sfrappole (le chiacchiere emiliane) non è solo nella manualità, ma in un ingrediente che molti oggi temono ma che è l’anima della festa: lo strutto per friggere.
Le “Sfrappole” virali di Nonna Gisella: La Ricetta
La ricetta è quella di una vita intera, nata per i corsi nei centri sociali e diventata famosa grazie al video girato dalla figlia Alice. Semplicità assoluta e “olio di gomito” per tirare la sfoglia.
Ingredienti
- Farina: 500 g (circa, la nonna va a occhio, ma questa è la dose standard)
- Uova: 3 o 4 (in base alla grandezza)
- Zucchero: 2 cucchiai abbondanti
- Parte Alcolica: Vino bianco secco (Pignoletto, tipico dei colli bolognesi) oppure succo d’arancia per chi non vuole alcol.
- Grassi: Una noce di burro morbido
- Lievito: 1 cucchiaino di lievito per dolci (per farle bollose)
- Sale: Un pizzico
- Per friggere: Abbondante Strutto (è questo che le rende asciutte e friabili, molto meglio dell’olio!)
- Finitura: Zucchero a velo
Come le fa Nonna Gisella
- La Fontana: Si parte alla vecchia maniera. Farina a fontana sul tagliere di legno, uova al centro, zucchero, pizzico di sale, burro e il Pignoletto (o succo d’arancia).
- Olio di gomito: Si impasta energicamente fino a ottenere un panetto liscio e sodo. Bisogna lavorarlo bene per attivare il glutine.
- Il Mattarello (o la macchinetta): Qui sta l’arte della sfoglina. La pasta va tirata sottile, deve essere un velo. Gisella usa il mattarello con una maestria che incanta, ma voi potete usare la macchinetta (nonna-approved).
- Il Taglio: Con la rotella dentellata si ricavano delle strisce (nastri). Non devono essere perfette, devono essere buone.
- La Frittura nello Strutto: In una padella capiente sciogliete lo strutto e portatelo a temperatura. Tuffate le sfrappole: si gonfieranno immediatamente riempiendosi di bolle. Scolatele appena sono dorate.
Una volta fredde, copritele di zucchero a velo. Se vi chiedono perché sono così buone, rispondete come Gisella: “È la tradizione, bellezza”. Prova anche Le Chiacchiere di Gino Fabbri che hanno “stregato” Iginio Massari. “Cosa ci metti dentro?”. La ricetta della zia del 1560