U bastaddu affugatu, il Cavolfiore affogato alla catanese, il goloso contorno per il pranzo di carnevale

Olimpia Esposito
Bastardu Affugatu

Se pensate al cavolfiore come a una verdura triste da bollire e mangiare per dieta, preparatevi a cambiare idea. A Catania esiste un culto per questo ortaggio, specificamente per quello **viola* (chiamato “Bastardu”), che viene trasformato in una sorta di torta sontuosa e saporitissima. Si chiama Cavolfiore Affogato (Bastardu Affugatu) e la sua particolarità è la cottura. Non si bolle in acqua, ma si cuoce lentamente in padella, pressato strato su strato con acciughe, olive e formaggio, e infine “girato” come fosse una frittata. Il tocco magico? L’innaffiata finale di vino rosso che gli regala un colore scuro e un profumo inebriante. È un piatto povero ma ricco di gusto, che si presenta in tavola intero, come un tortino da tagliare a fette. Ecco come preparare questa meraviglia siciliana.

La Ricetta: Cavolfiore Affogato alla Catanese

Ingredienti

  • Il Protagonista: 1 kg di cavolfiore viola (se non lo trovate, quello bianco va bene, ma il viola è l’originale)
  • Il Sapore forte: 100 g di Pecorino Siciliano con il pepe (Pepato fresco o semi-stagionato)
  • La Sapidità: 4 filetti di acciuga sott’olio e 15 olive nere (meglio se infornate)
  • Gli Aromi: ½ cipolla rossa o bianca, 1 bicchiere di Vino Rosso corposo
  • Condimenti: Olio EVO abbondante, sale e pepe q.b.

Preparazione: L’arte della “struttura”

  1. Il Taglio: Lavate il cavolfiore. Non dividetelo in cimette piccole, ma cercate di tagliare delle fette verticali spesse circa mezzo centimetro (o cimette piatte), in modo da poterle incastrare bene in padella.
  2. Il Primo Strato: Prendete una padella antiaderente dai bordi alti. Versate un generoso giro d’olio EVO. Disponete il cavolfiore a raggiera sul fondo, cercando di non lasciare buchi vuoti. Deve formare una base compatta.
  3. Il Ripieno: Sopra il primo strato distribuite fettine di cipolla, pezzetti di acciuga, le olive denocciolate e, soprattutto, le scaglie di pecorino al pepe. Aggiungete un pizzico di sale e pepe nero.
  4. La Torre: Coprite con un altro strato di cavolfiore e ripetete l’operazione con il condimento fino a esaurire gli ingredienti. Non preoccupatevi se la “montagna” di cavolfiore supera il bordo della padella: in cottura il volume si dimezzerà.
  5. La prima cottura (“Affogamento”): Coprite con un coperchio pesante (deve chiudere bene per creare vapore). Cuocete a fiamma medio-bassa per circa 30 minuti. Il cavolfiore inizierà ad ammorbidirsi e scendere di livello.
  6. Il momento “Frittata”: Ora viene il bello. Aiutandovi con un piatto o un coperchio liscio, girate il tortino di cavolfiore sottosopra (esattamente come fate con la frittata). Fate scivolare di nuovo in padella la parte non cotta.
  7. Il Vino: Continuate la cottura per altri 30 minuti. Verso fine cottura, alzate la fiamma, togliete il coperchio e versate il bicchiere di vino rosso. Lasciate sfumare e restringere il fondo di cottura finché non diventa una cremina scura.

Servitelo tiepido o freddo: il giorno dopo è ancora più buono perché i sapori si sono amalgamati alla perfezione. Prova a fare anche la Pasta con cavolfiore alla cetarese, super cremosa e saporita con un tocco in più che non ti aspetti. La vera ricetta antica

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