La classifica delle migliori marche di riso italiano. Ecco quale scegliere per un risotto perfetto e senza pesticidi

Adriana Costanzo
riso del supermercato
L’Italia è il principale produttore di riso in Europa, un patrimonio di biodiversità che spazia dalle pianure del Vercellese fino al Delta del Po. Eppure, davanti allo scaffale del supermercato, ci facciamo sempre la stessa domanda: “Quale marca scegliere per non far scuocere il risotto?”. Una buona marca di riso non si riconosce solo dal prezzo, ma dalla qualità del chicco, dall’assenza di impurità e dalla capacità di rilasciare l’amido nel modo giusto. Oggi su PiùRicette analizziamo le migliori marche di riso del 2026, incrociando i test dei consumatori e i pareri degli chef, per aiutarvi a fare una spesa consapevole.

I criteri della scelta: cosa guardare in etichetta?

Prima della marca, conta la categoria. Ecco cosa rende un riso “eccellente”:

  • Purezza della varietà: Molte confezioni di “Carnaroli” contengono varietà simili ma meno pregiate (come il Karnak). Le marche top garantiscono Carnaroli autentico.
  • Tenuta in cottura: Il chicco deve rimanere sodo al centro (al dente) anche dopo la mantecatura.
  • Lavorazione: Il riso lavorato a pietra o invecchiato mantiene meglio le proprietà organolettiche.
  • Sostenibilità: L’assenza di residui di pesticidi e l’uso di tecniche di agricoltura integrata sono fondamentali.

La Classifica 2026: Le migliori marche al supermercato

Ecco i brand che si sono distinti per l’ottimo rapporto qualità-prezzo e per la purezza dei test di laboratorio:

  1. Riso Scotti (Linea Oro): Un classico intramontabile che garantisce una tenuta impeccabile. Ideale per chi cerca un risultato professionale senza rischi.
  2. Riso Gallo (Gran Riserva): Spicca per la selezione dei chicchi. Il loro Carnaroli è tra i più apprezzati per la capacità di creare quella cremina naturale (l’onda) che ogni risottante desidera.
  3. Esselunga Top (Carnaroli): La sorpresa delle linee a marchio privato. Spesso batte brand famosi nei test per assenza di pesticidi e omogeneità dei chicchi.
  4. Riso Vignola: Un’eccellenza che punta tutto sulla lavorazione lenta e su una filiera controllata, perfetto per piatti gourmet.

💎 Il consiglio dello Chef: Il Riso Invecchiato

Se cercate il massimo, cercate marchi come Acquerello o risi che riportano la dicitura “Invecchiato”. Il processo di invecchiamento del chicco grezzo rende l’amido, le proteine e le vitamine più stabili: il risultato è un chicco che non scuoce mai e assorbe i condimenti come una spugna.


FAQ: I segreti per non sbagliare mai

Carnaroli o Arborio: qual è la differenza?

Il Carnaroli è il re dei risi: tiene meglio la cottura ed è più difficile che scuocia. L’Arborio ha chicchi più grandi ma più ricchi di amido che tende a sfaldarsi esternamente, rendendolo ideale per chi ama risotti molto cremosi ma facili da scuocere.

Il riso va lavato prima della cottura?

Per il risotto italiano mai lavare il riso. Il lavaggio elimina l’amido superficiale, che è proprio quello che serve a creare la mantecatura cremosa. Il lavaggio è invece consigliato per il riso Basmati o per le preparazioni orientali.

Cosa significa “Riso Parboiled”?

Il parboiled subisce un trattamento con vapore e pressione che “blocca” l’amido. È impossibile da scuocere, ma assorbe meno i sapori. È perfetto per le insalate di riso, meno per un risotto tradizionale.

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