Conoscete U picchi pacchi? A Palermo è la pasta con un sugo veloce a crudo con i pelati, una delizia per l’estate in 5 minuti

Adriana Costanzo
spaghetti picchi pacchio

Conoscete la magia della pasta al picchi pacchi? A Palermo, e in generale nella splendida Sicilia occidentale, questo nome evoca immediatamente l’estate, i profumi dell’orto e un modo tutto speciale di condire la pasta con un sugo veloce, fresco e profumatissimo. Spesso associato a una cottura rapidissima dei pelati in padella, nella sua variante più autentica e stagionale questo splendido piatto di spaghetti viene esaltato da una vera e propria concassé di pomodori freschi lasciata marinare a crudo con tanto basilico appena colto, aglio, olio extravergine d’oliva d’eccellenza e peperoncino.

Il picchi pacchi (chiamato a seconda della zona anche picchio pacchio, picchiu pacchiu o semplicemente pic pac) è un pilastro versatile: viene infatti solitamente utilizzato anche per arricchire minestre tradizionali e storiche, come ad esempio la mitica pasta con i tenerumi (le foglie tenere della zucchina serpente). Ma prima di passare alla ricetta pratica, cerchiamo di capire il significato originario e curioso di questo termine. Il nome, simpaticamente strano e musicale, ha una precisa connotazione popolare: “pacchio” in dialetto siciliano indica l’organo genitale femminile e proprio questa analogia, radicata nell’espressività dell’isola, sta a indicare qualcosa di straordinariamente saporito, invitante e irresistibile. Vediamo come prepararlo alla perfezione!

Pasta al picchi pacchi: gli ingredienti della tradizione palermitana

Per questa ricetta estiva servono pochissimi elementi, ma devono essere di qualità assoluta. Il pomodoro ideale è il fiaschetto, il ramato sodo o il perino, capaci di regalare una polpa ricca e pochissima acqua di vegetazione dopo il taglio.

La Base e i Pomodori I Profumi e l’Oro Nero Siciliano
450 g di Spaghetti (o altra pasta lunga) 4 spicchi di Aglio affettati finemente
1 kg di Pomodori maturi ma sodi 1 bicchiere e mezzo di Olio Extravergine d’Oliva
q.b. di Basilico fresco profumato q.b. di Caciocavallo grattugiato (o Pecorino)
Sale fino e pepe nero (o peperoncino fresco) Acqua e ghiaccio (per lo shock termico dei pomodori)

Come fare gli spaghetti al picchi pacchi a crudo: procedimento passo dopo passo

  1. La tecnica per pelare i pomodori (Concassé): Per prima cosa, portate a ebollizione una pentola d’acqua. Lavate accuratamente il chilogrammo di pomodori freschi e praticate un’incisione leggera a forma di croce sulla base di ognuno. Sbollentateli nell’acqua bollente per appena 40-60 secondi (il tempo necessario a far arricciare la buccia). Dopodiché, scolateli immediatamente e trasferiteli in un contenitore riempito con acqua e ghiaccio: lo shock termico bloccherà la cottura all’istante e manterrà vivo il colore del pomodoro.
  2. Il taglio a dadini: Rimuovete la buccia dei pomodori, che verrà via con estrema facilità grazie allo shock termico. Tagliateli a spicchi, eliminate delicatamente i semi interni e l’acqua di vegetazione in eccesso per evitare che il sugo risulti troppo liquido, dopodiché riduceteli in pezzi di medie dimensioni e poi a dadini regolari.
  3. La lunga e magica marinatura a freddo: Trasferite i dadini di pomodoro così ottenuti all’interno di una capiente insalatiera. Aggiungete i 4 spicchi d’aglio affettati finemente, il peperoncino spezzettato (o pepe secondo i gusti), 2 o 3 foglie di basilico fresco spezzettate a mano e, infine, un bicchiere e mezzo di ottimo olio extravergine d’oliva. Regolate di sale secondo il vostro gusto.
  4. Il riposo strategico: Amalgamate bene tutti gli ingredienti con un cucchiaio, coprite l’insalatiera con della pellicola trasparente e lasciate riposare la salsa a temperatura ambiente (o in frigorifero se la giornata è eccessivamente calda) per almeno 3 ore. Questo riposo prolungato è il vero segreto del piatto: permetterà all’olio di estrarre l’essenza dell’aglio e del basilico e al pomodoro di rilasciare i suoi zuccheri naturali. In questo modo avrete la salsa fresca pronta ogni volta che vorrete!
  5. La cottura e la mantecatura finale: Passate le 3 ore di marinatura, portate a ebollizione abbondante acqua salata e lessate i vostri 450 grammi di spaghetti. Quando saranno perfettamente al dente, scolateli e trasferiteli direttamente nell’insalatiera insieme alla salsa cruda aromatizzata. Amalgamate per bene e con energia in modo che l’olio crei un’emulsione perfetta con la pasta calda. Se lo gradite, completate il piatto con una generosa manciata di caciocavallo grattugiato (o altro formaggio stagionato tipico) e dell’altro basilico fresco. Buon appetito!

I Consigli dello Chef per Varianti e Conservazione (FAQ)

Esiste una versione cotta del sugo al picchi pacchi e quale formaggio è meglio usare?Sì! Nella tradizione palermitana esiste anche la versione calda e “cotta” del picchi pacchi, molto usata nelle stagioni intermedie. In quel caso, l’aglio viene fatto soffriggere nell’olio in padella e poi si aggiungono i pomodori pelati schiacciati con la forchetta, lasciandoli cuocere per appena 10-15 minuti a fiamma viva per mantenere il sapore fresco del pomodoro. Per quanto riguarda il formaggio, il Caciocavallo stagionato grattugiato è la scelta storica e ideale perché dona una nota pungente pazzesca; in alternativa, potete usare del Pecorino Siciliano dop o, per un tocco più delicato, della ricotta salata grattugiata a scaglie.

Come posso conservare la salsa avanzata e si può usare per altre preparazioni?La splendida salsa al picchi pacchi marinata a crudo si conserva perfettamente in frigorifero, all’interno di un contenitore ermetico ben coperta da un filo d’olio, per un massimo di 2-3 giorni. È un condimento straordinariamente versatile: se vi avanza, oltre a condirci gli spaghetti, è assolutamente favolosa spalmata su delle fette di pane casereccio bruscato caldissimo (creando una bruschetta gourmet spaziale) oppure utilizzata come base fresca per accompagnare un secondo piatto di pesce azzurro alla griglia o del petto di pollo cotto alla piastra.

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