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La Puttanesca di Alessandro Borghese, il trucco: “Ecco cosa aggiungo al posto della passata di pomodoro”

La Puttanesca di Alessandro Borghese, il trucco: “Ecco cosa aggiungo al posto della passata di pomodoro”Una della paste più buone e famose che abbiamo in Italia. La puttanesca è davvero uno dei simboli del nostro bellissimo Paese. Pochissimi ingredienti e tutti semplicissimi. Diversi procedimenti, diversi segreti per un unico risultato buonissimo e super cremoso. Questa volta la ricetta la presenta lo chef Alessandro Borghese. La video ricetta si trova sul suo blog Kitchen sound sul portale di RDS. Ma andiamo a vedere come si prepara e quali sono gli ingredienti di questo piatto super buono e super semplice.

Ingredienti per 4 persone della puttanesca di Alessandro Borghese

  • 500gr Pomodori datterino
  • 400gr Pasta alla chitarra
  • 100gr Olive nere di Gaeta snocciolate
  • 100gr Acciughe sotto sale
  • 50gr Capperi sotto sale
  • 1 Spicchio di aglio
  • 1 Peperoncino rosso
  • q.b. Concentrato di pomodoro
  • q.b. Olio extravergine d’oliva
  • q.b. Sale

 

Preparazione:

Tagliare i pomodorini datterini a metà e metterli in una bowl. In una casseruola a bordi alti fai soffriggere un filo le acciughe, pulite e dissalate, aglio in camicia e lasciare insaporire.

Tagliare a pezzetti le olive e aggiungerle alla padella, aggiungere capperi e peperoncino. Aggiungere i pomodorini in padella, il concentrato di pomodoro, un pò di acqua di cottura e lasciare sciogliere la doppia concentrata. Cuoci la pasta in acqua salata, scolala al dente e condisci con il sugo.

 

Storia della puttanesca

Secondo la tradizione che vuole la pasta alla puttanesca come tipica romana, agli inizi dl ‘900, un oste ideò questo piatto appositamente per i visitatori di una casa di appuntamenti che si trovava nella periferia di Roma. Una versione molto simile è quella raccontata dal noto esperto di gastronomia Arthur Schwartz che nel suo libro “Naples at table” ipotizza invece che la pasta alla puttanesca sia nata a Napoli e più precisamene nei Quartieri Spagnoli: all’inizio del XX secolo, il noto rione napoletano era infatti sede di attività di ogni tipo, tra cui alcune case di piacere. Un giorno il proprietario di una di queste “allegre dimore” decise di rifocillare i suoi ospiti inventandosi un piatto semplice e veloce, e fu così che pensò a questa pasta dal nome colorito.

 

Altri fanno riferimento agli indumenti intimi delle ragazze della casa che, per attirare e allettare l’occhio del cliente, indossavano probabilmente biancheria di ogni tipo, di colori vistosi e ricca di promettenti trasparenze. I tanti colori di questo abbigliamento si ritroverebbero nell’omonima salsa: il verde del prezzemolo, il rosso dei pomodori, il viola scuro delle olive, il grigio-verde dei capperi, la tinta granato dei peperoncini. Altri ancora sostengono, invece, che l’origine del nome sia da attribuire alla fantasia di una ragazza di vita Yvette la Francese, una prostituta provenzale piuttosto autoironica, che dopo averla ideato questo piatto le affibbiò questo nome in onore al suo mestiere. ( da Today.it”

 

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