Tatiello puteolano, la ricetta più antica e golosa della tradizione partenopea, solo l’odore vi consolerà

Adriana Costanzo
tatiello

Il Tatiello puteolano è una delle ricette più antiche e golose della tradizione partenopea. Piatto povero ma ricco di gusto, nasce a Pozzuoli, cuore pulsante dei Campi Flegrei, come pietanza di recupero, quando le famiglie cercavano di riutilizzare gli avanzi di pasta, salumi e formaggi. Col tempo è diventato una vera e propria specialità locale, preparata soprattutto nei periodi di festa o come piatto unico della domenica. Il suo nome, tatiello, deriva probabilmente dal termine dialettale “tata”, che indicava qualcosa di piccolo e affettuoso, proprio come questo rustico fatto in casa, compatto e saporito, che racchiude il calore delle cucine puteolane e il profumo intenso della sugna e del pecorino.

Tatiello puteolano, Ingredienti per 6 persone

  • 250 g di semolino Barilla
  • 700 g di spaghetti
  • 300 g di formaggi misti a pezzetti (provola, scamorza, caciotta o ciò che si ha in casa)
  • 150 g di salame a pezzetti
  • 200 g di prosciutto cotto a cubetti
  • 200 g di pecorino romano grattugiato
  • Pepe nero e sale q.b.
  • 120 g di strutto (sugna paesana)

Preparazione passo per passo

Porta a bollore circa 8 litri d’acqua in una pentola capiente. Sala con due cucchiai rasi di sale e cala gli spaghetti. Cuocili finché non sono al dente. Senza scolare la pasta, versa a pioggia il semolino mescolando con energia con un forchettone, per evitare che si formino grumi o palline. Aggiungi lo strutto, parte dei formaggi, dei salumi e abbondante pepe. Amalgama bene fino a ottenere un impasto denso e omogeneo.

Ungi con un po’ di sugna una o più teglie e versa il composto, livellando in modo da ottenere uno spessore di circa un dito. Spolverizza la superficie con pecorino grattugiato e un’ulteriore macinata di pepe. Cuoci in forno già caldo a temperatura alta (circa 200°C) per 40 minuti o fino a doratura. Il Tatiello puteolano è delizioso sia appena sfornato e filante, sia tiepido, quando i sapori si amalgamano alla perfezione.

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Consigli e curiosità

Tradizionalmente, veniva cotto nei forni a legna e condiviso con i vicini durante le feste di paese. La presenza del semolino gli conferisce una consistenza compatta e rustica, simile a quella di uno sformato di pasta. Puoi personalizzare il ripieno con ciò che hai in frigo: resti di salumi, formaggi più stagionati o addirittura verdure grigliate per una versione più leggera.

Un piatto povero solo nelle origini ma ricchissimo di gusto, che racconta l’amore per la convivialità e per i sapori autentici del Sud.
Il Tatiello puteolano è la prova che la tradizione non passa mai di moda.

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