Facci di Vecchia, la focaccia super soffice grazie ad un impasto segreto siciliano. La ricetta antica della nonna di Torretta

Maria Costanzo
focaccia super soffice

Nel vasto e meraviglioso patrimonio della panificazione tradizionale italiana, esistono preparazioni capaci di raccontare la storia profonda dei territori attraverso ingredienti minimali e nomi che strappano immediatamente un sorriso. La “Facci di Vecchia” è una pizza focaccia tradizionale il cui nome dialettale significa letteralmente “faccia di vecchia”, dovuto alla tipica superficie rugosa, bollosa e irregolare che si sviluppa durante la cottura ad altissime temperature. Nonostante questo appellativo decisamente curioso e bizzarro, questa focaccia è una vera e propria delizia per il palato, caratterizzata da una consistenza incredibilmente soffice all’interno e irresistibilmente scrocchiarella sui bordi.

Storicamente, la “Facci di Vecchia” era in assoluto la prima focaccia a essere infornata nei grandi forni antichi a legna delle comunità per testarne il calore, condita in modo estremamente semplice con olio, sale, pepe nero e saporite olive nere. Era una vera prelibatezza d’altri tempi che i bambini dell’epoca si contendevano a morsi fin dal primo mattino. Oggi vi proponiamo la ricetta originale tramandata gelosamente di generazione in generazione. Non potete assolutamente sbagliare: la straordinaria semplicità degli ingredienti vi consentirà di servire in tavola una portata dal sapore ancestrale che non verrà facilmente dimenticata dai vostri commensali. Il vero punto di forza di questa versione moderna è la digeribilità assoluta: l’utilizzo di appena un grammo di lievito garantisce una leggerezza unica, evitando quel fastidioso senso di gonfiore. Vediamo insieme come organizzarci con i tempi e come gestirne la cottura perfetta in qualsiasi forno domestico.

Pizza focaccia “Facci di Vecchia”: la lista degli ingredienti

Per la perfetta riuscita di questa ricetta, vi consigliamo di utilizzare un’ottima farina di tipo 0 o di tipo 1 e delle olive nere intere o denocciolate, preferibilmente conservate in salamoia o al forno per mantenere intatta la loro spinta sapida.

Componente della Ricetta Dosi e Varianti
Impasto per pizza a lunga lievitazione 500 g complessivi
Lievito di birra fresco (inserito nell’impasto base) Solo 1 g
Olive nere saporite q.b. (a sentimento)
Olio extravergine d’oliva (Olio EVO) Generoso e di alta qualità
Sale fino e Pepe nero macinato al momento q.b.

Preparazione e guida ai 3 metodi di cottura della focaccia

  1. Pianificazione della lievitazione: Per ottenere una pizza focaccia strutturalmente perfetta, soffice e alveolata, l’organizzazione del tempo è fondamentale. Iniziate a preparare l’impasto per pizza subito dopo pranzo se avete intenzione di cucinarla e gustarla la sera a cena. La ricetta di questo impasto prevede infatti un tempo di lievitazione decisamente lungo dovuto al quantitativo infinitesimale di lievito (appunto 1 grammo), utile a far maturare gli amidi in modo naturale. Dopo aver lavorato energicamente l’impasto, riponetelo a lievitare coperto in un luogo tiepido e lontano da correnti d’aria (come il forno spento con la lucina accesa). Una volta completata la lievitazione, dividete delicatamente l’impasto in panetti più piccoli da circa 250 grammi ciascuno. Prendete un panetto alla volta e stendetelo con i polpastrelli in modo molto delicato su una superficie precedentemente infarinata, cercando di non rompere le bolle d’aria interne.
  2. Metodo 1 – Cottura nel Fornetto Elettrico per Pizza: Se a casa possedete un moderno fornetto per pizza a conchiglia dotato di base in pietra, questo è lo strumento ideale. Trasferite l’impasto steso direttamente sulla pietra refrattaria ben calda e avviate la cottura per circa 7 minuti complessivi. Quando notate che la focaccia è ormai quasi pronta e leggermente maculata, aprite il coperchio, conditela rapidamente con un filo generoso di olio EVO, sale fino, un’abbondante spolverata di pepe nero e le olive nere. Richiudete il fornetto per pochissimi secondi affinché gli aromi si scaldino e poi sfornate immediatamente.
  3. Metodo 2 – Cottura nel Forno Tradizionale con Pietra Refrattaria: Se utilizzate il classico forno domestico ma siete dotati di pietra refrattaria singola, posizionate la pietra direttamente nel ripiano più alto, subito sotto la serpentina del grill, e preriscaldate alla massima temperatura. Stendete l’impasto su una pala di legno o di metallo ben infarinata, trasferitelo direttamente sulla pietra bollente e azionate il grill alla massima potenza. Non appena la superficie della pizza inizia a dorarsi vistosamente, estraetela un istante dal forno, conditela accuratamente con l’olio, il sale, il pepe e le olive nere, e rimettetela dentro sotto il grill per un paio di minuti finali.
  4. Metodo 3 – Cottura Classica della Pizza in Teglia: Per chi preferisce la comodità della teglia rettangolare, il procedimento è altrettanto favoloso. Ungete generosamente il fondo di una teglia con dell’olio extravergine d’oliva, stendete l’impasto picchiettando delicatamente con le dita e lasciatelo riposare in teglia per altri dieci minuti prima di infornare. Cuocete nella parte medio-bassa del forno precaldato a 220°C fino a completa doratura della base. Negli ultimi minuti di cottura, estraete la teglia, arricchite la superficie con il trito di olive nere, sale, pepe e olio EVO, quindi continuate la cottura per qualche altro minuto fino a renderla croccante. La vostra mitica pizza focaccia “Facci di Vecchia” è finalmente pronta per essere tagliata a strisce e condivisa. Buon appetito!

Il Segreto dei Panificatori: Perché condire solo alla fine? (FAQ)

Perché l’olio EVO, il pepe e le olive nere vanno aggiunti quasi a fine cottura?Questo accorgimento deriva direttamente dalla tradizione dei vecchi forni a legna ed è fondamentale per preservare la qualità organolettica delle materie prime. Se inserissimo l’olio extravergine d’oliva e il pepe nero sin dall’inizio a temperature vicine ai 300°C o 400°C, l’olio supererebbe il punto di fumo diventando amaro e tossico, il pepe brucerebbe sprigionando un sapore sgradevole e le olive nere si seccherebbero perdendo la loro naturale succosità. Aggiungerli negli ultimi istanti di cottura permette al calore residuo della pasta di scaldare gli oli essenziali del pepe e dell’olio EVO a crudo, creando un profumo inebriante e mantenendo intatta la morbidezza delle olive.

Posso aggiungere altri ingredienti come origano o pomodori?La ricetta purista della “Facci di Vecchia” prevede esclusivamente questo quartetto minimalista (olio, sale, pepe, olive). Tuttavia, la cucina è libertà e sperimentazione: moltissimi panificatori amano arricchire la superficie con un pizzico di origano selvatico essiccato prima di infornare o con qualche filetto di pomodoro pelato schiacciato a mano per renderla ancora più umida e colorata. Il consiglio è di provarla prima in purezza per riscoprire il sapore vero del grano!

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