Polpette di San Biagio: L’antica ricetta del Cilento per Carnevale. Patate, formaggio e croccantezza

polpette di san biagio

Se dite Carnevale nel Cilento, dite Polpette di San Biagio. Questa antica tradizione campana è legata al 3 febbraio (giorno del Santo), ma queste pepite dorate accompagnano tutti i giorni di festa in attesa del Martedì Grasso. Dimenticate le classiche polpette di carne macinata: qui le regine sono le patate. L’impasto, arricchito con salumi, uova e formaggio, crea un contrasto perfetto: morbide quasi come un purè all’interno, ma con una crosticina esterna irresistibile. Sono talmente buone che, come le ciliegie, una tira l’altra. Ecco come preparare questa alternativa “povera” ma ricchissima di gusto.

Ingredienti (Per un vassoio ricco)

  • Patate: 500 g (meglio se a pasta gialla, meno acquose).
  • Pecorino grattugiato: 100 g (per la sapidità).
  • Pane raffermo: 100 g (solo la mollica sbriciolata).
  • Prosciutto cotto: 150 g (tagliato a dadini o striscioline).
  • Uova: 3 medie.
  • Aromi: Prezzemolo fresco, Sale e Pepe q.b.
  • Per friggere: Olio di semi di arachide.

Preparazione: Il profumo della festa

1. La base di patate

Iniziate lessando le patate con la buccia in abbondante acqua finché non sono tenere. Scolatele, sbucciatele ancora calde e schiacciatele subito in una ciotola ampia (o su una spianatoia) per ottenere una purea liscia. Schiacciarle a caldo è fondamentale per evitare grumi.

2. L’impasto “ricco”

Alla purea di patate unite tutti gli altri ingredienti: le uova, il pecorino grattugiato (che dà carattere), il prosciutto cotto e il pane raffermo sbriciolato finemente (se è molto duro, potete ammorbidirlo appena, ma l’impasto deve restare sodo). Condite con sale, pepe e abbondante prezzemolo sminuzzato. Impastate energicamente con le mani fino ad amalgamare tutto.

3. La formatura

Con le mani leggermente umide, prelevate piccole porzioni di impasto e formate delle polpette rotonde. Non fatele troppo grandi: devono cuocere bene al centro e diventare croccanti fuori senza bruciare.

4. La frittura dorata

In una padella capiente scaldate abbondante olio di semi di arachide. Quando è ben caldo (fai la prova stecchino!), tuffate le polpette poche alla volta per non abbassare la temperatura dell’olio.
Il consiglio della nonna: Se vedete che l’olio inizia a scurirsi o a fare schiuma, non esitate a cambiarlo e mettetene di nuovo. Una frittura pulita è il segreto per non averle unte o con retrogusto bruciato. Giratele finché non sono ben dorate su tutti i lati. Scolatele su carta assorbente (scottex) per asciugare l’unto in eccesso. Servitele calde o tiepide: sono il simbolo della convivialità cilentana! A questo punto sarete pronti per servire! Buon appetito. E non potete non provare anche le Polpette al sugo di Cannavacciuolo, si sciolgono in bocca: “Cosa metto al posto del pane, fa la magia”

 

 

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