Penne alla Maitò (La Ricetta Originale della Versilia)
Il celebre primo piatto amato dai VIP. Pasta corta avvolta in una crema vellutata di pomodoro, basilico e burro di Normandia d'eccellenza.
Ingredienti
Method
- In una padella capiente dai bordi alti, scaldate un abbondante filo d'olio EVO con lo spicchio d'aglio. Lasciatelo imbiondire senza bruciarlo.
- Aggiungete i pomodori (passata o pelati schiacciati). Unite un goccio d'acqua per favorire la cottura e lasciate cuocere a fiamma dolce per circa 20 minuti, finché il sugo non risulterà ben ristretto.
- Rimuovete l'aglio e abbassate la fiamma al minimo.
- Aggiungete il burro di Normandia freddo a tocchetti nel sugo. Mescolate delicatamente finché non sarà completamente fuso e amalgamato al pomodoro, creando una crema omogenea.
- Nel frattempo, cuocete la pasta in abbondante acqua salata.
- Scolate la pasta molto al dente, avendo cura di conservare una tazza di acqua di cottura.
- Trasferite la pasta nella padella con il sugo cremoso. Saltate a fiamma vivace per un paio di minuti per terminare la cottura.
- Se il sugo dovesse asciugarsi troppo, aggiungete un po' dell'acqua di cottura conservata per mantenere la cremosità.
- Spegnete il fuoco e aggiungete abbondante basilico fresco spezzettato a mano, una macinata di pepe nero e il parmigiano reggiano grattugiato.
- Mescolate un'ultima volta e servite immediatamente.
Il segreto della mantecatura perfetta
La riuscita delle Penne alla Maitò dipende interamente dalla tecnica di mantecatura. Non è un semplice sugo, è un’emulsione. Ecco i punti chiave per non sbagliare:
- Il Burro: Deve essere di altissima qualità e molto freddo. L’aggiunta a fiamma bassa (o spenta) crea uno shock termico che rende il sugo lucido e cremoso, senza separare i grassi.
- Il Pomodoro: Che usiate pelati o passata, assicuratevi che sia un prodotto dolce e corposo. La cottura di 20 minuti serve a concentrare i sapori prima dell’incontro con il burro.
- L’Acqua di cottura: Mai scolare la pasta “a secco”. Il piccolo amido contenuto nell’acqua di cottura è il collante naturale che trasforma il burro e il pomodoro in una crema divina.
Curiosità: Perché “Maitò”?
Il nome richiama lo storico stabilimento balneare e ristorante di Forte dei Marmi, un luogo dove la semplicità è sempre stata sinonimo di estrema eleganza. Servire questo piatto significa portare in tavola l’estate infinita della Versilia, quella fatta di mare, tramonti e cene indimenticabili sotto le stelle. Prova anche la Pasta al forno alla fungitiello di Marisa Laurito: Più semplice e buona della siciliana, veloce e filante